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Im-patto – un patto di comunità per San Nicolò

Comunicati stampa, News    0 Commenti     16/01/2021

Il Comune di Cavriago vuole ripensare insieme ai cittadini, alle associazioni, ai commercianti e agli imprenditori il quartiere San Nicolò, che è il più antico del paese ma anche quello con maggiori difficoltà sotto vari punti di vista.

In che modo?

Con un processo di partecipazione fatto di dibattiti pubblici, passeggiate nel quartiere, incontri online che si svolgeranno nell’anno nuovo, da gennaio a giugno 2021.
Come spiega  la sindaca Francesca Bedogni, “l’obiettivo è quello di scrivere un patto di comunità tra amministrazione comunale e cittadini per trovare insieme modi, strumenti, idee per rivitalizzare il quartiere, renderlo più accogliente, dinamico e sicuro. Riteniamo infatti che insieme ai residenti, ai commercianti della zona, a chi vi svolge attività e in generale a chi è interessato potremo individuare le azioni necessarie per rigenerare questa zona, che è l’area più storica di Cavriago, dove l’impianto urbano settecentesco ed ottocentesco è ancora piuttosto evidente, dove insiste il Cimitero Napoleonico anch’esso interessato da una progettazione finalizzata alla valorizzazione del monumento ma è anche la zona  con meno servizi, meno attività commerciali, e che presenta più fragilità sotto vari punti di vista”.

L’amministrazione si è impegnata nel proprio programma di mandato di fronte ai cittadini a promuovere una rigenerazione della zona. Perciò gli obiettivi di questo percorso sono diversi.
“In sintesi intendiamo favorire: le condizioni per lo sviluppo di una nuova identità del luogo, la partecipazione attraverso il coinvolgimento continuo di tutti gli attori del territorio nel processo di ascolto, progettuale e realizzativo, così come favorire l’interazione sociale e generazionale – prosegue la prima cittadina -.
Poi intendiamo sostenere e sviluppare l’espressività e il talento giovanile dal punto di vista ludico, didattico, sportivo, culturale e tecnico;
connettere gli spazi caratterizzanti il tessuto urbano tra loro e con il resto del territorio, al fine di superare la frammentazione e le barriere esistenti;
migliorare la qualità dei luoghi attraverso la co- progettazione con chi i luoghi li vive nel quotidiano;
promuovere il senso civico nella cura del bene comune e del patrimonio collettivo;
migliorare il senso di sicurezza attraverso la qualità degli interventi e il presidio spontaneo da parte degli abitanti; ri-abituare, ri-educare, ri-appassionare le persone al confronto pubblico e al dibattito, come strumento di crescita personale e collettiva”.

Questa zona ad esempio ospita il centro Studio e Lavoro La Cremeria, il Circolo Kessel, la parrocchia di San Nicolò, il centro sportivo della Pratina e la scuola Rodari oggetto di una dibattuta ristrutturazione, per la quale sono in corso, da parte della commissione, le valutazioni delle offerte tecniche pervenute dalle 5 aziende che partecipano alla gara di appalto.
E’ ovvio che in questa prospettiva l’intervento sul comparto Cremeria assumerà una rilevanza assoluta sia in termini di rigenerazione urbana che in termini di “ripopolamento”. Un intervento che il paese aspetta da anni, complesso ed articolato certo ma anche ambizioso.
“Ci aspettiamo che questa riqualificazione incida in maniera determinante sulla vita di tutto il quartiere”.  Non è tutto: la zona è anche attraversata dalla linea del treno Reggio-Ciano che al momento è interrotta poichè, grazie ad un forte investimento della regione Emilia Romagna la linea è in corso di elettrificazione.
A settembre di quest’anno in Comune sono arrivate alcune segnalazioni da parte dei residenti cui è seguito anche un incontro on-line, segnalazioni che hanno confermato agli amministratori la necessità e l’urgenza di avviare questo percorso. “Non si tratta semplicemente di intervenire per rimuovere situazioni di pericolo o degrado” sottolinea la Sindaca “ma di coinvolgere la popolazione in un processo di rigenerazione delle relazioni, degli stili di vita, dei luoghi e degli spazi. Il cassonetto rotto, per fare un esempio, diventa pretesto per parlare insieme di come facciamo nostro lo spazio pubblico accettando di passare dalla dimensione individuale che potremmo definire  – da giardino – alla dimensione collettiva  che possiamo definire – di quartiere.”

Presto sarà diffuso un calendario con gli incontri reali e virtuali per ripensare dunque il quartiere.

SCHEDA SAN NICOLO’ IN CIFRE

Il quartiere San Nicolò, oggetto di “Im-patto”, il patto di comunità, conta 1504 abitanti (15% della popolazione totale) e rappresenta la zona del paese che presenta maggiori difficoltà per vari motivi. Qui ci sono i redditi pro-capite più bassi, una presenza ridotta di servizi ed attività commerciali: “Solo il 10% delle attività commerciali del paese si trova in quest’area e le attività sono tutte concentrate in una via”, spiega la Bedogni. Dal punto di vista architettonico si tratta della zona più antica, pertanto “molti edifici necessitano di ristrutturazione e lo spazio pubblico, dalla piazza alle strade necessiterebbe di maggiori e migliori luoghi per l’incontro e la relazione”.  Vi è una differenza piuttosto marcata tra area nord e area sud del quartiere sia nella qualità che nella quantità degli edifici presenti destinati a residenza che, ovviamente porta con sè anche aggregati difficili dal punto di vista abitativo. L’area nord potrebbe definirsi un concentrato di fragilità “ma sarebbe sbagliato limitarsi a vedere solo le criticità presenti.” Sottolinea la Sindaca “San Nicolò ha un potenziale straordinario che risiede proprio nella sua storia e nella storia dei suoi abitanti che va riscoperta e messa a valore trasformando ciò che oggi può sembrare difficile da affrontare nella ricchezza di domani”. Anche le strade principali che attraversano il nucleo abitato ad alto scorrimento avrebbero bisogno di essere ripensate per permettere ad esempio ai pedoni di  passeggiare con maggior sicurezza e serenità. “Immaginiamo lo spazio come elemento capace di trasformare le abitudini delle persone, come luogo della relazione, della solidarietà e della giustizia sociale. E’ oggi il momento di immaginare nuovi modelli di abitare e di vivere pienamente la nostra cittadinanza” conclude la Sindaca. Alla base del lavoro che ci si accinge a fare è stata predisposta una raccolta di dati che verranno messi a disposizione della discussione pubblica e costituiranno la base di partenza delle riflessioni unitamente alla narrazione che i cittadini vorranno condividere della loro esperienza di vita a San Nicolò.

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