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In memoria di William Casotti 1931-2021

Multiplo, News    0 Commenti     22/11/2021

Tutti gli operatori culturali e i bibliotecari di Cavriago hanno avuto la fortuna di incontrare William Casotti. A tutti ha indicato quanto fosse importante coltivare la memoria storica per arricchire la propria comunità, a tutti ha indicato un metodo e un impegno costante per la cultura, da diffondere tra tutte le persone, di ogni età e provenienza sociale.

William ci ha lasciati pochi giorni fa, siamo ancora emozionati, non riusciamo ancora a pensare che non avremo più la possibilità di chiamarlo, di parlargli, di approfondire vicende storiche, politiche e culturali di Cavriago.

È difficile tracciare in poche righe il resoconto di una vita spesa lungamente per questo paese, una vita vissuta come protagonista sin da giovane. William aveva una conoscenza dettagliata dei fatti e delle persone, per averne un riscontro basta guardare gli indici dei suoi libri, dove si trovano centinaia di nomi di persone del paese.

Proprio guardando i suoi libri e le pubblicazioni a cui ha collaborato, proviamo a parlare “solo” di alcune tappe della sua vita.

Nel 1960 William Casotti era un giovane sindaco del Comune di Cavriago, eletto nelle liste del Partito Comunista, largamente maggioritario in paese. Il 23 marzo di quell’anno cadeva il centenario della nomina del primo sindaco di Cavriago, nella persona dell’avvocato Luigi Fratti. Per celebrare quell’anniversario il Comune decise di far scrivere la storia del paese a don Remo Davoli. Nella prefazione William scriveva “forse potrà far stupire che l’Amministrazione comunale abbia dato alle stampe la pubblicazione di un cattolico, del parroco stesso di Cavriago” e immaginiamo che lo stupore sarà stato davvero grande in quegli anni. Eppure William rivendica la giustezza di quella scelta scrivendo “nei momenti più decisivi della storia del paese, cattolici e marxisti si sono trovati fianco a fianco, come nell’opposizione alla prima guerra mondiale, nell’opposizione al secondo conflitto, nella partecipazione alla Resistenza”.

Tra le pagine di quel libro troviamo una descrizione della cultura popolare del paese, dell’impegno delle prime amministrazioni socialiste, del riconoscimento di Lenin che aveva letto la mozione di solidarietà partita da Cavriago, delle persecuzioni fasciste agli oppositori comunisti, socialisti, anarchici e cattolici, fino alla lotta nel corso della Resistenza. Ci sono anche capitoli che parlano della vita sociale ed economica, della vita religiosa e delle due parrocchie: San Nicolò e San Terenziano.

Quel libro è stato il punto di partenza di una ricerca storica e culturale che William ha portato avanti per tutto il resto della sua vita, sempre più spesso ha scritto lui stesso libri sulla storia del paese, sempre più spesso ha contribuito alla realizzazione di nuove esperienze culturali.

Pensiamo ai volumi dedicati all’antifascismo e alla resistenza pubblicati con Paolo Spriano, Angelo Margini e Rolando Cavandoli, pubblicati negli Settanta del ‘900.

Pensiamo alla sua collaborazione ai due bellissimi libri fotografici “Cavriago, vita di un paese” e “Piazza del Municipio. Cavriago nel primo Novecento”.

 

William è stato un animatore, ha saputo raccogliere intorno a se altre persone interessate e disposte ad affrontare avventure culturali coraggiose per un “piccolo” paese come Cavriago. Stiamo pensando all’esperienza della rivista 23 marzo. Il primo numero fu pubblicato il 18 dicembre 1989. Alla prima redazione parteciparono Angelo Margini, Giorgio Riva, Pietro Salsi, Francesco Tarasconi, Alberto Bertani e ovviamente lo stesso Casotti. Tantissimi i collaboratori che si possono leggere nel colophon della rivista, che si può consultare presso il Multiplo centro cultura. Allora era sindaco Ugo Ferrari che scrisse nell’editoriale di presentazione “Il sottotitolo della rivista Cavriago nella politica, nella cultura, nella storia dice già molto degli obiettivi che i redattori vogliono raggiungere. 23 marzo infatti non vuole essere solo un periodico di ricerca storica, ma intende spaziare su temi di attualità che coinvolgono tutti i cittadini del nostro paese”.

E poi, nel 1997, improvvisamente l’avventura di “Pareven furmighi” il documentario del regista Daniele Segre, che racconta un inizio grande ed epocale, si rievoca la costruzione del cinema di Cavriago, il Cinema Teatro Nuovo, oggi Multisala Novecento.

William insieme a Dania, Macaia, Domenico ed altri ancora vissero una rinascita di passioni, speranze e testimonianza della vita a Cavriago, la ripartenza dopo la guerra, lo spirito collettivo che ha dato a questo paese cose di cui può andare orgoglioso. Paréven furmighi va rivisto per ritrovare i nomi di tutti i protagonisti, per farsi catturare ancora dalla forza e dalla bellezza delle facce, dei tanti  cittadini di Cavriago fieri del proprio passato.

In quello stesso anno, il film venne presentato alla Mostra Internazionale del Cinema a Venezia nella sezione “Officina Veneziana”. Quella presentazione divenne un grande evento, la Cooperativa Casa del Popolo portò a Venezia tutti i protagonisti del film raccontato in un altro documentario intitolato “Me gh’era”.

 

L’ultima opera di William è stata pubblicata nel 2019 “La mia lunga passeggiata politica, culturale e professionale”. Di questo libro Brunetta Partisotti ha scritto “è la storia di un’esistenza dedicata alla militanza, intesa quasi come una vocazione che coincide con una precisa scelta di vita e che William tiene a configurare come vicenda prevalentemente pubblica piuttosto che privata”.

Il libro è accompagnato dai saluti di alcune persone che hanno seguito la sua lunga esperienza: Paolo Burani, Giorgio Riva, Vanni Orlandini, Dario Ferrari Lazzarini e Letizia Valli che scrive: “William una forza della natura… Alcune cose mi hanno colpito di questo racconto. La complessità e la ricchezza delle esperienze professionali, politiche, culturali… la curiosità messa in tutte le avventure vissute, il coraggio di imparare, di studiare, di risolvere i problemi, di buttarsi per dare un contributo”.

 

Occorrerà ricordare sempre William con affetto e ammirazione perché la sua vita è stata una ricerca continua per un futuro migliore.

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