Provincia di Reggio Emilia
accessibilità

Seguici:

“CAVRIAGO, COME VA?” – Una ricerca per progettare la ripartenza dopo l’emergenza covid-19

News    0 Commenti     9/10/2020

“Cavriago, Come Va?” è una ricerca-azione realizzata dal Comune di Cavriago al fine di analizzare l’impatto economico, sociale e psicologico che hanno avuto le misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19 all’interno della nostra comunità. Di seguito il video e gli altri file multimediali in cui consultare i risultati della ricerca:

 

“Cavriago, Come Va?” – Il video di restituzione dei risultati della ricerca sull’impatto del lock down a Cavriago

 

le slides di presentazione – il report – lo streaming della presentazione pubblica

 

L’impostazione

Per seguire la ricerca è stato costituito un team di lavoro ad hoc coordinato dall’Ufficio Progetti Trasversali del Comune di Cavriago, e composto da 6 studenti del corso di Programmazione e gestione dei Servizi Sociali dell’Università di Parma.

L’indagine parte da una domanda molto semplice, quanto complessa: quale impatto economico, sociale e psicologico ha avuto il covid-19 sulla popolazione cavriaghese? Chi è stato più colpito? Chi, invece, ha trovato nuove opportunità? Quanto sono stati rilevanti i danni e le opportunità emerse?

Per rispondere a tale domanda sono stati utilizzati diversi strumenti di indagine:

  1. La raccolta di dati statistici di secondo livello, raccolti direttamente dagli uffici comunali o, alternativamente, da fonti ufficiali di altri enti e istituti nazionali e locali.
  2. La realizzazione di un questionario online – modificando il formato già sperimentato dal Comune di Reggio Emilia e riadattandolo al contesto cavriaghese – attraverso cui è stato chiesto a 1.245 cittadini (12,7% della popolazione totale) cos’è concretamente cambiato nella loro vita durante i mesi di lock down.
  3. La conduzione di 30 interviste suddivise equamente su 3 target della popolazione rispetto ai quali si è scelto di fare un approfondimento specifico. In particolare, sono stati intervistati:
    1. 10 nuclei familiari beneficiari di buoni spesa non conosciuti precedentemente al Servizio Sociale
    2. 10 giovani tra i 18 e i 30 anni che hanno concluso il proprio percorso di studi e si stanno avviando ad entrare nel mondo del lavoro
    3. 10 anziani over 70 autosufficienti e non conosciuti al Servizio Sociale
  4. La conduzione di 3 focus group con i rappresentanti di alcuni gruppi di interesse, quali:
    1. Unindustria e CNA Reggio Emilia
    2. CIGL, CISL e UIL territoriali della Val d’Enza
    3. Associazioni Inquilini (CIGL e CISL) e Associazione Proprietari di abitazioni

 

I risultati

In sintesi, dalla ricerca è emerso un bilancio economico piuttosto negativo, mentre dal punto di vista sociale il territorio sembra aver dimostrato un buon livello di resilienza. Da un lato, vi è un 45% delle famiglie che afferma di aver avuto un calo del reddito con il lock down, una percentuale che diventa ancora più elevata se si considera le famiglie con un reddito medio-basso. Al contempo vi sono 285 famiglie che hanno fatto domanda per i buoni spesa, l’80% delle quali non aveva mai avuto contatti con i Servizi Sociali, e pertanto non si era mai trovata in difficoltà economiche prima d’ora. D’altro canto l’epidemia ha anche spronato i cittadini a mettere in campo delle nuove energie, come quelle dei 50 volontari che si sono messi a servizio della comunità durante i mesi di marzo, aprile e maggio per consegnare le mascherine, portare la spesa a casa e controllare i parchi. Sembra chiaro che l’impatto del lock down sia stato molto più rilevante per il tessuto economico rispetto a quello sociale: questo dato deve farci riflettere su quanto investire in legami sia una risorsa più resiliente e duratura rispetto ad investire nel supporto economico per le famiglie. Infine anche il bilancio psicologico ci riporta una fotografia interessante, dal momento che il 75% della popolazione ha condiviso una forte sensazione di timore rispetto alla pandemia. In molti hanno dichiarato di aver appreso da questa esperienza a ridare importanza ad alcuni aspetti e relazioni della propria quotidianità solitamente trascurati nella routine che caratterizzava le nostre vite prima del lock down.

 

L’azione e la restituzione

Una volta conclusa la fase di raccolta ed analisi dei dati, si è passati ad una terza fase, più operativa, durante la quale la parte politica ha stabilito degli interventi da attuare per affrontare le problematiche sollevate dalla ricerca. Il Consiglio Comunale ha infatti lavorato per tutto il mese di settembre alla stesura del cosiddetto “Piano Ripartenza”, approvato all’unanimità nella seduta del 30/09/2020. “L’obiettivo del piano – afferma la Sindaca Francesca Bedogni – è quello di prevenire possibili ricadute economiche e sociali future, e non limitarsi ad azioni esclusivamente protettive, che non riescono a dare una prospettiva di lungo periodo”. I risultati della ricerca e gli interventi del Piano Ripartenza sono stati restituiti alla cittadinanza, attraverso un video, una presentazione pubblica ed un report conclusivo. Di seguito potete trovare i link ai materiali multimediali:

 

il videole slides di presentazione – il report – lo streaming della presentazione pubblica

 

Per prendere visione degli interventi messi in campo dal Piano Ripartenza clicca qui.

Torna all'inizio dei contenuti