Provincia di Reggio Emilia
accessibilità

Seguici:

Artoteca Off: Mino Maccari – Linoleum e xilografie

    0 Commenti     2/12/2019

Dettaglio eventi

Data:
Luogo: Multiplo Centro Cultura Cavriago
Categorie: ,
Tag: ,


Dal 1° dicembre 2019 al 28 febbraio 2020,
nello spazio espositivo di Artoteca presso Multisala Novecento.

Artoteca Off e Studio Bibliografico Le Muse rendono omaggio all’artista Mino Maccari, a trent’anni dalla scomparsa.

Lo Studio Bibliografico Le Muse vende per corrispondenza libri d’arte, libri illustrati rari e di pregio, cataloghi e stampe originali di artisti italiani e stranieri.

Ogni anno, nel periodo autunnale, pubblica il proprio catalogo di vendita, che raccoglie una selezione di circa 450 opere, suddivise per argomenti: Arte italiana, Arte straniera, Bibliofilia, Disegno, Fotografia, Incisione, Xilografia, Scultura, Exlibris, Libri illustrati con grafica originale, Stampe originali e Medaglie. Il catalogo è corredato da un ricco apparato iconografico sia in bianco e nero che a colori ed ogni opera è presentata tramite una dettagliata scheda descrittiva in cui sono riportati i dati tecnici e i riferimenti bibliografici.

Il catalogo generale completo è consultabile sul sito: www.lemuselibri.it.

Per informazioni o chiarimenti tel. 0522 866757 / cell. 3936693655

email: info@lemuselibri.it

La mostra è visitabile gratuitamente negli orari di apertura del Multisala.

MINO MACCARI
(Siena 1898 – Roma 1989)

Mino Maccari nacque a Siena il 24 novembre 1898.

Lasciò presto la professione forense, esercitata presso la pretura di Val d’Elsa, Si dedicò poi al giornalismo; nel 1924 cominciò a collaborare al “Selvaggio”, un periodico fondato in quell’anno da Angiolo Bencini. Tre anni dopo ne assunse la direzione, diventando in pratica l’unico redattore. Sul “Selvaggio” pubblicò i suoi primi disegni e cominciò la serie delle linoleografie. Per alcuni anni, fu anche redattore del “Popolo d’Italia”  e quindi professore  all’Accademia di Belle Arti di Roma. La pungente vena satirica e il finissimo “humor” espressi nel “Selvaggio” gli attirarono le simpatie di uomini di cultura come Longhi, Ragghianti, Benedetti, Brancati, Tobino e di artisti come Morandi, Carrà, Rosai, Soffici, molti dei quali collaborarono al periodico con scritti e disegni. Il “Selvaggio” diventò anche l’organo del movimento letterario di “Strapaese”, di cui fu alfiere Leo Longanesi assieme a Maccari.

La Biennale (in cui aveva cominciato ad esporre fin dal ’28) gli dedicò una sala nel 1938; nel dicembre dello stesso anno seguì una personale all’Arcobaleno di Venezia, con presentazione di Longhi. Anche la Quadriennale, nel 1939, gli dedicò una sala. La polemica di Maccari e del Selvaggio continuò durante la guerra, finché il giornaletto fu sequestrato nel 1943 e cessò le pubblicazioni. Nel dopoguerra avvenne  la consacrazione ufficiale di Maccari con il Premio internazionale dell’Incisione alla Biennale. Da allora si contano a centinaia le sue mostre e i suoi successi anche all’estero. Vastissima è la sua produzione, che comprende migliaia di disegni, centinaia di incisioni, numerose litografie, acquerelli e oli.

Nel 1962 l’artista venne nominato presidente dell’Accademia di San Luca a Roma.

Dopo settant’anni d’intenso lavoro, Maccari morì nella sua casa di Roma, il 16 giugno 1989.

Torna all'inizio dei contenuti