Canali tematici

Tra le nuvole

fino a mercoledì 10 febbraio al Multisala Novecento

Titolo originale: Up in the Air
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Jason Reitman e Sheldoon Turner
Musiche: Rolee Kent
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Dana E. Glauberman
Scenografia: Steve Saklad
Costumi: Danny Glicker
Interpreti: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, James Anthony, Steve Eastin, Tamala Jones e Dave Engfer
Produttore: Ivan Reitman, Jason Reitman, Daniel Dubiecki e Jeffrey Clifford
Distribuzione: UIP
Origine: USA, 2009
Durata 110'

Tempi di crisi, tempi di licenziamenti. Il nostro capo non ha il coraggio di dire direttamente che si è stati licenziati e così assume una società specializzata in questo tipo di comunicazioni. Ryan Bingham (George Clooney) è uno di quegli uomini mandati apposta dall’altra parte del Paese con questo incarico: addolcire la pillola e far sì che l’impresa cliente possa finalmente alleggerire la voce "personale". Lui ha calma, intelligenza, cultura e cinismo per raggiungere con i minori danni possibili lo scopo. Peccato però che quell’approccio che lo rende il primo della classe nel suo lavoro, sia lo stesso con cui ha avvolto la propria vita. Casa sua è l’aereo e l’accumulare miglia sulla propria carta fedeltà il primo obiettivo di un’esistenza spoglia di persone e sentimenti che non siano legati all’attimo. Tre su tre. Jason Reitman ("Thank you for smoking" e "Juno") non sbaglia un colpo e forse qui raggiunge quel che per ora può essere considerato l’apice della sua ancor giovane carriera. Il suo è un cinema di sceneggiatura, di personaggi pragmatici e non idealisti, gente che aggira gli ostacoli del pensiero dominante perché in quegli ostacoli vede solo luoghi comuni. Questa impostazione crea un espediente comico infallibile: ogni battuta può essere esautorata dal suo contesto per diventare piccola "grande" verità della vita di tutti i giorni. Quella che si può definire l’imprescindibile "redenzione" finale (come in ogni storia che si rispetti, l’obiettivo della sceneggiatura è quello di raccontare il cambiamento di una persona), non è mai banale, non sposa completamente la tranquillità della morale imperante, ma ne mostra giusto un assaggio per farci capire che forse il giusto equilibrio sta nel mezzo. Non c’è catarsi, non si vanifica tutto quanto si è detto prima con un epilogo consolatorio, ma si continua, seppur con meno intensità, a destabilizzare lo spettatore. Ci si diverte e ci si commuove, si fa riflettere. Basterebbe questo per definire "Tra le nuvole" un film bellissimo. Ma c’è qualcosa di più. Attraverso la storia di un uomo, si racconta, più di qualsiasi documentario o film di denuncia, il momento storico che stiamo vivendo. Si vedrà questa pellicola anche fra 30 anni per capire questi nostri ultimi due anni. Come sempre sono perfette le scelte degli attori. George Clooney è la perfetta faccia da schiaffi per un ruolo del genere, sembra che gli sia quasi stato cucito addosso Vera Farmiga si dimostra, a ragione, una delle attrici americane più affascinanti e credibili a prescindere dal ruolo ora in circolazione. "Tra le nuvole" non è il classico film che in molti potrebbero definire "carino" o "molto carino", ma un lavoro scritto e recitato benissimo, profondo nei suoi temi, attaccato alla realtà quanto grandissimo intrattenimento adatto a tutti.

Proprietà dell'articolo
autore: ComuneInforma
data di creazione: 20/01/2010
data di modifica: 04/02/2010