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Don Giuseppe Dossetti

Nasce a Genova nel 1913.
Canonista e romanista all’università Cattolica di Milano, dal 1942 docente di diritto ecclesiastico all’Università Statale di Modena, partecipò all’attività dei gruppi cattolici di orientamento antifascista e poi alla Resistenza come presidente del Comitato di liberazione di Reggio Emilia.
Dossetti trascorre gli anni dell’infanzia a Cavriago (RE), dove si trasferisce con la famiglia pochi mesi dopo la nascita e dove rimarrà fino al 1929, quando la famiglia si trasferirà nel capoluogo.
Impegnato fin dal 1943 nella lotta al fascismo, nel 1944 diviene prima presidente del Comitato di liberazione per la zona di Montecchio e poco dopo di Reggio Emilia come rappresentante della DC, fungendo da referente in pianura del Battaglione della Montagna. Nel 1945 si unisce a gruppi partigiani in montagna.
A fine guerra diviene  vicesegretario della DC; membro dell’Assemblea Costituente, fu tra i protagonisti della Commissione dei 75 e diede un contributo essenziale alla stesura della Carta costituzionale, ed in particolare dei Principi fondamentali.
Eletto alla Camera dei Deputati nel ’48 e nuovamente vicesegretario della DC nel ’50, fu ispiratore della rivista politico-culturale Cronache sociali.
Dimessosi dalla DC nel ’51, lasciò il Parlamento nel ’52 per dedicarsi alla ricerca storico - teologica e alla fondazione a Bologna del Centro di Documentazione, che diventerà in breve tempo un istituto di prestigio internazionale. Sempre a Bologna, nel ’54, diede vita ad una comunità religiosa di tipo monastico che avrà poi per lunghi anni la sua sede principale a Monteveglio.
Per obbedienza all’arcivescovo Giacomo Lercaro nel ’56 accettò al candidatura a sindaco di Bologna, nel cui Consiglio comunale rimase fino al ’58.
Nel ’59 venne ordinato sacerdote dal cardinal Lercaro e come suo “perito” partecipò in modo significativo all’assise del Concilio Vaticano II.
Animatore e coordinatore dell’attuazione del concilio in diocesi a Bologna dal ’66 al ’68, fu anche pro-vicaro generale di Lercaro.
Dal ’68 si dedicò completamente alla guida della sua comunità religiosa, stanziatasi progressivamente in diverse sedi in Italia, Palestina e Giordania.
Nell’84 ricevette dal cardinale Biffi la “diaconia” di Monte Sole, come ministero di preghiera e di testimonianza sui luoghi dell’eccidio nazista di Marzabotto del 1944.
In occasione del 25 aprile ’94, in una lettera al Sindaco di Bologna, lanciò un pubblico appello, che riscosse vasta adesione nazionale, perché in ogni Comune si formassero dei Comitati per la difesa della Costituzione.
Don Dossetti muore il 15 dicembre del 1996 a Monteveglio.