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Lotta alla Zanzara Tigre

Cos'é e come si riconosce
AEDES ALBOPICTUS, meglio nota come ZANZARA TIGRE, è una zanzara di origine asiatica rinvenuta in Italia per la prima volta nel 1990.
E’ riconoscibile per il suo colore nero, la presenza di anelli bianchi sulle zampe ed una linea longitudinale bianca sul dorso. Le dimensioni sono le medesime della zanzara comune.
E’ un insetto molto aggressivo e le sue punture, rapide e ripetute, avvengono soprattutto di giorno e all’aperto, risultando fastidiose e pruriginose.  

Ciclo di sviluppo
La zanzara tigre depone le uova sulle pareti interne di contenitori in cui è presente dell’acqua.
Le uova si schiudono quando vengono sommerse dall’acqua e ne fuoriescono larve che si trasformano in zanzare adulte.
In estate l’intero ciclo di sviluppo si completa in una/due settimane.
Le uova depositate in autunno sono in grado di sopravvivere alla stagione invernale e si schiudono, se coperte dall’acqua, a partire dalla successiva primavera.    

Rimedi in caso di puntura
Lavare e disinfettare la zona punta, fare impacchi con ghiaccio o applicare una crema al cortisone, seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. È necessario non irritare la parte colpita per evitare rischi di infezione. Nel caso in cui, a seguito di un attacco della Zanzara Tigre, si dovessero avvertire forti reazioni allergiche, è opportuno rivolgersi al medico curante.
Per evitare i morsi della Zanzara Tigre può essere utile indossare abiti di colore chiaro che coprano gambe e braccia ed utilizzare gli appositi repellenti comunemente in commercio. È consigliabile non applicare questi prodotti se si intende esporsi al sole.

Prevenzione
L’Amministrazione comunale, in collaborazione con Iren e AUSL ha predisposto un piano specifico per contrastare l’infestazione. La strategia di lotta è rivolta  al controllo e al contenimento dei focolai riproduttivi dell’insetto, costituiti da piccole raccolte d’acqua stagnante. Il Servizio Disinfestazione di Iren provvede al controllo sull’area pubblica, con trattamenti periodici della rete di caditoie stradali.


Il ruolo più importante nella lotta, però, spetta ai cittadini.
I principali focolai d’infestazione della zanzara tigre, infatti, si riscontrano principalmente su aree private (in particolare sottovasi, bidoni, grondaie e pozzetti con ristagni idrici).

Cosa deve fare il cittadino 
  • trattare i tombini con i prodotti larvicidi in vendita nelle farmacie (Prima di aprire la confezione, leggere le istruzioni d'uso. Conservare in luogo inaccessibile a bambini od animali, usare guanti monouso nell'utilizzo dei prodotti);
  • pulire i tombini prima dell’inizio dei trattamenti;
  • evitare l’abbandono e l’accumulo all’aperto di materiali che possano trattenere l’acqua piovana (copertoni, vasi, sottovasi, teli plastici, bottiglie, barattoli…);
  • eliminare le raccolte d’acqua da sottovasi, annaffiatoi, bidoni, copertoni e da qualsiasi altro contenitore, mantenendoli al riparo dalle piogge;
  • innaffiare direttamente, tramite pompe, gli orti e i giardini; nell’impossibilità, coprire i bidoni e altre riserve d’acqua con coperchi a tenuta o con una zanzariera fissata e ben tesa;
  • verificare che le grondaie non siano otturate per evitare ristagni d’acqua;
  • assicurare la continuità dei trattamenti e delle altre azioni anche nei periodi di assenza.      

In caso di disinfestazione
Quando l’ASL accerta un caso da infezione da Chikungunya veicolata da zanzara tigre, è necessario attivare immediatamente  interventi di disinfestazione nella zona in cui si è verificato il caso.
La disinfestazione avviene tramite spargimento di apposito insetticida, di notte, e all’occorrenza viene ripetuta. Sono previsti anche trattamenti diurni. I cittadini, che possono essere avvertiti anche nelle ore immediatamente precedenti le operazioni notturne di disinfestazione, devono tenere chiuse le finestre,  ritirare i panni stesi, i  giochi dei bambini (o pulirli la mattina seguente), e rinchiudere gli animali domestici e mettere al riparo le  loro suppellettili (ciotole).

I proprietari di animali che, andando in ferie, incaricano parenti o conoscenti di provvedere alla somministrazione di cibo e acqua ai cani lasciati liberi nel cortile, devono:

  • lasciare la disponibilità di un ricovero  (garage o altro) dove, all’occorrenza, poter rinchiudere gli animali e le loro suppellettili nelle notti dei trattamenti. I cani possono essere liberati la mattina seguente.
  • assicurarsi che la comunicazione possa pervenire al curatore degli animali.

 Il rischio, infatti, è che gli animali possano venire intossicati.


La collaborazione di tutti è indispensabile per ridurre la presenza di zanzare tigre sul territorio!

Per informazioni:
Iren Emilia tel. 0522 2971
Ufficio Ambiente tel. 0522 373.439
ComuneInforma  tel. 0522 373.474